La nostra storia

 Angeloni: un’azienda nata per amore

fondatori-bChe la Ditta Angeloni, quella dei colori, da sempre ubicata a Mestre in Galleria Matteotti n.2, sia nata per amore è il modo più semplice e veritiero per avvicinarci a un’impresa privata che, senza tradire le proprie radici e il carattere originario, ha saputo crescere e diversificarsi. E’ una storia tipica di Mestre, città di immigrazione, mosaico sociale sempre in fermento, ma straordinaria per aver saputo resistere al passaggio delle generazioni.

Tutto cominciò l’11 aprile 1927, quando un biondo romagnolo di 39 anni, Mario Angeloni di San Carlo di Riversano, vicino a Cesena, prese in affitto dall’ing. Domenico Toniolo un negozio di colori con licenza. Mario, diciottesimo figlio del patriarca Carlo “Canùt” cioè “Biondo”, che comprava un podere ad ogni figlio che nasceva, aveva infatti abbandonato la sua terra e l’agricoltura per amore della sua sposa Lidia Basso.

oldL’aveva conosciuta dieci anni prima la bionda veneziana sedicenne, sfollata dopo Caporetto nell’azienda agricola del padre. E lì, Mario, abile ballerino, suonatore di strumenti musicali e fortunato corteggiatore, si era invaghito di lei, l’aveva baciata senza chiederne il permesso e ne aveva ricevuto in risposta un sonoro schiaffone. Ma Lidia, tornata a Venezia, non resistette alle lettere d’amore di Mario, che ne chiese la mano e infine la sposò nella Chiesa di Carpenedo.

Andarono a vivere a Cesena, ove nacquero Liliana e Giancarlo. Qualche anno dopo, per le pressioni di Lidia, Mario, che per lei avrebbe fatto di tutto, si trasferì con la famiglia a Mestre e rilevò il negozio dell’ing. Toniolo, aprendo i battenti della ditta “Mario Angeloni, Colori, Vernici e Affini”.

Tra gli “affini” – dice la nipote Silvia – erano compresi gli incontri, le vivaci e colorite discussioni tra artisti in bottega o, tra cicchetti e ombre, sotto la pergola della vicina osteria “da Geremia”, materia dei tanti aneddoti che il nonno raccontava.

Se fu rapida l’acquisizione del negozio, difficilissimo fu ottenerne la licenza, perché Mario non era iscritto al Fascio e non voleva iscriversi, finché non ne fu proprio costretto. Bisogna credere che il negozio sia stato da subito frequentato da molta gente, artigiani ed artisti locali, che si sentivano a casa propria per l’accoglienza dei proprietari, divenuti nel frattempo anche artigiani, che preparavano in proprio i colori, secondo ricette vecchie di cento anni.

 

La Seconda Generazione

Il successore Giancarold2-blo seppe ben continuare lo spirito e il successo dell’azienda. Per i pittori di diverse generazioni il negozio fu fucina di maturazione, non accademia, ma laboratorio, bottega di sperimentazione, confronto, promozione, crescita artistica. Nacque qui, nel 1958, il Premio di pittura Mestre, come manifestazione “popolare”, promosso da diverse figure: il pittore Candiani, il gallerista Lucchesi, il chirurgo Polichetti, l’industriale Compagno, altri pittori e la 1° edizione fu presieduta da Diego Valeri. Il concorso, che si estese subito in ambito nazionale, ebbe vita fino al 1964. Una vita breve, ma che fu incisiva nell’ambiente mestrino, così avaro di manifestazioni artistiche non occasionali, e che moltissimi ricordano ancora oggi.

Non solo, ma Giancarlo seppe rinnovare la “mission” dell’azienda, intuendo l’evoluzione che il mercato avrebbe avuto in senso tecnologico e sviluppò, dal 1969, il ramo delle resine sintetiche, come tecnico commerciale della Ciba Geigy.

Aprì un altro negozio e iniziò la produzione di materiali sintetici e compositi per il rivestimento e la costruzione navali (dalle barche in legno a quelle in vetroresina), aeronautiche (superleggeri), ma anche di applicazione diverse, come la ruota lenticolare di Moser, componenti di autovetture da corsa, stampi per argenteria, adesivi, etc…

 

Angeloni Oggi

Ormai alla terza generazione, grazie alla caparbietà di Silvianegozio-b Angeloni figlia di Giancarlo, i pittori mestrini continueranno ancora ad essere soddisfatti nelle proprie esigenze artistiche in Galleria Matteotti.

Silvia non nasce per proseguire l’attività di famiglia, ma sviluppa i propri studi e la propria attività professionale con una laurea in Pedagogia; per divenire poi insegnante. Arriva ed essere cultrice della materia  per l’università degli studi di Padova, per poi dover lasciare la carriera e prendere in mano l’attività storica di famiglia. In ogni caso l’arte scorre anche nelle sue vene, si diploma al Conservatorio e continua a coltivare la sua passione di compositrice e direttrice di coro.

Fonda l’associazione socio-culturale gli “Amici di Tiuo“, ispirandosi ai precetti di Loris Malaguzzi e dei suoi discepoli di Reggio Children, una attività per i bambini dai 3 ai 8 anni che permette di acquisire capacità, abilità e concetti mediante i linguaggi non verbali: quello sonoro, gestuale e grafico-pittorico. Questo “vissuto” garantisce ad ogni bambino di esprimersi con un proprio stle personale e originale.

Tutto ciò si ottiene nonostante le ben note difficoltà burocratiche, e la solitudine di tutte queste piccole realtà, che operano più per passione che per profitto.

La terza generazione con Silvia a capo appartiene alla categoria degli imprenditori ottimisti, dinamici, creativi, che avvalendosi solo delle proprie risorse, studiano, sperimentano, provano con tenacia fino a raggiungere il risultato prefisso.

La Bottega mestrina è per volontà di Silvia ritornata ad essere un centro di cultura, dove artisti e maestri si confrontano scambiandosi ricette e tecniche e punto di incontro per organizzare eventi artistici grazie al progetto “Galleria in Galleria“.